Comella

UNITÁ PASTORALE S.GIOVANNI PAOLO II

La Chiesa di Comella
in località Régona
a Seniga

La chiesa di Comella sorge in località Régona, in quel di Seniga (Brescia) presso la confluenza del fiume Mella con il fiume Oglio: da questo fatto taluni fanno derivare l’origine del nome di Comella (Caput Mellae).

Sul finire del secolo XII i benedettini dell’insigne abbazia di Leno intrapresero la bonifica di quel territorio; a quel periodo risale la costruzione della Pieve, in località isolata rispetto ai nuclei abitati, ma posta su vie di comunicazione che la confluenza dei due fiumi doveva rendere, soprattutto per gli scambi commerciali, di notevole importanza.

Nei secoli che seguirono, la chiesa fu ripetutamente soggetta ad aggiunte e modifiche; già nella visita del vescovo Bollani (1567) fu ordinata la rimozione di due altari presso la porta e della Pala dell’altare maggiore.

Inoltre, nel secolo XVII sì pensò di abbellirla con soprastrutture barocche, quindi le pareti tanto eleganti per la policromia dei mattoni, furono esternamente e internamente rivestite di un intonaco colorato, e le colonne altrettanto.

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Cambiamenti

Così gli affreschi sulle pareti sparirono sotto gli intonachi. Si chiusero le finestrelle a feritoia per aprirne altre più ampie, ma di forma meno bella. Le absidi furono distrutte sopra terra, facendo nella sinistra la sacrestia e nella destra la base del campanile; la centrale per un “coro” più grande. Manomessa completamente la parte superiore dei muri della navata centrale per la costruzione di una volta a botte; scalpellati i capitelli cubici in cotto per ridurli a ordine dorico; chiusa la cripta che, adibita nel passato per la recita corale della Comunità, non serviva più. Conseguentemente per rendere meno forte il dislivello fra le navate e il presbiterio, si innalzò notevolmente il pavimento. Così l'arte barocca, pur con la migliore delle intenzioni, non aveva proprio abbellito la chiesa.

Restauro

Per fortuna tutte queste sovrastrutture non fecero sparire l'ossatura fondamentale della Chiesa, cosicché fu possibile un restauro cauto, ma che riportò l'edificio al suo splendore originale. Il merito di questo restauro è di don Orazio Bertoni, rettore della Chiesa, che nel 1921, accortosi per caso dall'esistenza di pitture antiche sotto l'intonaco, iniziò gli assaggi alle strutture ed una pulitura delle pareti; si trovò di fronte a una costruzione di tutt'altro stile e interessò la Sovrintendenza. Nel 1928 fu completato il restauro tutto è stato riportato alle forme originarie. Del periodo barocco rimane solo il cuore della Chiesa, un altare settecentesco molto bello, definito come una perla incastonata. Sull’altare domina l’affresco del 1400 con l’effigie della Madonna che allatta il Bimbo Gesù. Sulle pareti ci sono diversi quadri, la maggioranza sono strappi degli affreschi che adornavano le pareti della Chiesa prima della ristrutturazione. Ci sono due quadri di allievi della scuola del Moretto, l’Arcangelo Gabriele e San Paolo.

Madonna

Noi conserviamo l’unico pezzo di affresco sopra i mattoni nella parte sinistra dell’altare: la Madonna è rappresentata con gli Angeli, con le braccia allarga un grande velo sotto il quale si rifugiano i fedeli. La Madonna ci protegge sempre sotto il suo manto. É sempre stata molto grande la devozione e l’amore per la nostra cara Madonna. Due aspetti sono per me molto importanti: quando si entra in questa Chiesa si sente una particolare energia, una grande forza, perché da quasi mille anni le persone qui pregano, cantano, piangono e quindi c’è una ricchezza misteriosa e straordinaria che avvolge e riempie ogni singolo mattone. In fondo alla Chiesa c’è un leggio con sopra un quaderno dove i fedeli scrivono le loro preghiere, le loro richieste, i loro desideri e, quotidianamente, vengono per trovare speranza, luce e forza nei momenti difficili della loro vita.

Reliquie

Si prega molto anche davanti alla teca, un armadio blindato dove sono conservate le Reliquie autentiche di San Pio da Pietrelcina, offerte da un benefattore; nella teca sono custodite anche una reliquia di San Giovanni Paolo II e di San Giovanni Bosco. Davanti a questa teca i fedeli si affidano con le loro preghiere per trovare forza e attingere luce. Sempre in fondo alla Chiesa c’è un badalone, cioè un leggio monastico antico, di legno di noce con tarsie molto pregiate, con sopra un grande libro di preghiere; non c’erano i libri singoli e i monaci pregavano sullo stesso libro stando intorno a questo leggio.

S.Teresa d'Avila

Sopra il badalone c’è un quadro che rappresenta l’estasi di Santa Teresa d’Avila: il suo cuore non riesce a trattenere tutto l’amore di Dio. Di fianco all’altare c’è uno splendido quadro della Madonna, donato da un fedele; ci sono diversi quadri che rappresentano la Madonna con il bimbo Gesù.

Santuario

Il nostro Santuario, per volontà del Vescovo, nel 2020 è stato riaperto con la presenza costante di un sacerdote; questa scelta ha dato i suoi frutti: molte persone vengono da tanti paesi ed è diventato un punto di riferimento importante.

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